Come pagare un avviso di pagamento pagoPA scaduto
Hai ricevuto un avviso di pagamento tramite il sistema pagoPA, ma per qualche motivo te ne sei dimenticato oppure hai perso la scadenza? Nessun problema: sei in buona compagnia. Moltissime persone, ogni giorno, si trovano nella stessa situazione e si chiedono cosa fare quando un avviso pagoPA risulta scaduto.
Se anche tu sei arrivato a questo punto e temi di non poter più regolarizzare la tua posizione, posso rassicurarti fin da subito: nella maggior parte dei casi, il pagamento è ancora possibile. Tuttavia, è importante sapere come comportarsi, perché non tutti gli avvisi scaduti sono trattati allo stesso modo e non tutti i canali di pagamento si comportano alla stessa maniera una volta superata la data indicata.
In questa guida ti spiegherò nel dettaglio come pagare un avviso di pagamento pagoPA scaduto, come verificare se è ancora utilizzabile e quali strumenti puoi usare per completare il pagamento, anche a scadenza avvenuta. Ti accompagnerò passo passo, proprio come faccio ogni giorno con milioni di lettori, per aiutarti a risolvere il tuo problema nel modo più semplice e sicuro possibile.
Indice
- Cosa succede se un avviso pagoPA scade
- Come pagare un avviso pagoPA scaduto
- Se l'avviso non è più valido
- Sanzioni previste per il pagamento in ritardo di un avviso pagoPA
Cosa succede se un avviso pagoPA scade
Quando ricevi un avviso pagoPA, sia esso riferito a una tassa universitaria, una contravvenzione stradale, una tariffa comunale o qualsiasi altro servizio della pubblica amministrazione, troverai sempre una data di scadenza chiaramente indicata sul documento. Superata quella data, può accadere che l’avviso non risulti più pagabile oppure che venga richiesto un importo aggiornato, che tiene conto di eventuali sanzioni, more o interessi di mora.
In altre parole, un avviso pagoPA scaduto non è automaticamente inutilizzabile, ma è importante sapere che il comportamento può variare in base all’ente creditore. Alcuni enti, come ad esempio molte università o comuni, permettono il pagamento anche dopo la scadenza, senza necessità di generare un nuovo avviso. Altri enti, invece, bloccano il vecchio IUV (Identificativo Unico di Versamento) e ne rilasciano uno nuovo con l’importo aggiornato.
È quindi fondamentale, prima di procedere al pagamento, verificare la validità effettiva dell’avviso.
Come verificare se un avviso pagoPA è ancora valido
Per sapere se l’avviso che hai in mano può ancora essere utilizzato, puoi adottare diverse strategie. Il metodo più diretto consiste nel provare a scansionare il QR code presente sull’avviso utilizzando una delle tante app compatibili con pagoPA, come IO, BancoPosta o le app delle principali banche italiane. Se l’avviso è ancora valido, il sistema ti permetterà di visualizzare l’importo e procedere al pagamento. Se l’avviso non è valido, il QR code non darà alcun risultato e dunque l’avviso non è utilizzabile.
In alternativa, puoi inserire manualmente il codice IUV all’interno del portale dell’ente che ha emesso l’avviso. La maggior parte degli enti pubblici dispone di una sezione dedicata ai Pagamenti o alla Tassazione dove puoi recuperare lo stato del tuo debito. Alcuni enti, come INPS o Agenzia delle Entrate-Riscossione, ti permettono di visualizzare la tua posizione debitoria accedendo con SPID, CIE o CNS. Se vuoi sapere come fare lo SPID, puoi consultare la mia guida ad hoc.
Infine, puoi anche effettuare un tentativo tramite il tuo home banking, cercando la funzione CBILL/pagoPA. Se l’avviso è ancora attivo, il sistema lo rileverà e ti guiderà al pagamento. Se invece è scaduto in modo definitivo, riceverai un messaggio di errore o la notifica che l’IUV non è più valido. Se continui ad avere problemi, puoi sempre rivolgerti all’assistenza.
Come pagare un avviso pagoPA scaduto
Una volta accertato che l’avviso è ancora pagabile, oppure ottenuto un nuovo codice aggiornato da parte dell’ente, puoi finalmente procedere con il pagamento. I canali a tua disposizione sono numerosi, sia digitali che fisici. Qui di seguito ti spiego in maniera dettagliata come fare, a seconda del metodo che preferisci utilizzare.
Pagare online dal sito dell’ente
Molti enti pubblici mettono a disposizione sul proprio sito Web un’area dedicata al pagamento degli avvisi pagoPA. Se hai ricevuto una comunicazione cartacea o digitale con un avviso scaduto, puoi provare a visitare il sito ufficiale dell’ente e cercare una sezione come pagoPA, Pagamenti online o Servizi per il cittadino. Una volta individuata l’area corretta, ti verrà chiesto di inserire il codice IUV o di accedere tramite SPID.
A questo punto, se l’avviso risulta ancora attivo, potrai procedere con il pagamento direttamente online. I metodi di pagamento più comuni sono la carta di credito o debito, il conto corrente bancario (tramite bonifico MyBank) o altri strumenti digitali abilitati. È importante sapere che in alcuni casi, anche se il pagamento è ancora possibile, l’importo visualizzato potrebbe essere aggiornato per includere eventuali sanzioni per il ritardo.
Pagare tramite l’app IO
L’app IO, l’applicazione ufficiale dei servizi pubblici italiani, è uno degli strumenti più pratici e veloci per pagare un avviso pagoPA, anche dopo la scadenza. Una volta effettuato l’accesso con SPID o CIE, puoi accedere alla sezione Portafoglio e selezionare la voce Nuovo pagamento. A questo punto, puoi inquadrare il QR code dell’avviso con la fotocamera del tuo smartphone oppure inserire manualmente il codice IUV.
Se l’avviso risulta ancora attivo, l’app mostrerà l’importo da pagare e ti permetterà di scegliere il metodo di pagamento preferito. Puoi usare una carta di credito già registrata, un conto bancario collegato o una nuova carta da inserire al momento. Inoltre, se l’avviso non è più valido, IO ti segnalerà l’errore in modo immediato, evitandoti il rischio di tentativi inutili.
Pagare tramite home banking (CBILL/pagoPA)
Molti istituti di credito italiani mettono a disposizione dei propri clienti la possibilità di pagare gli avvisi pagoPA direttamente dal sito o dall’app della banca. Per farlo, è sufficiente accedere alla propria area riservata e cercare una voce come Pagamenti pagoPA, CBILL o Bollettini online. Se vuoi sapere che cos’è il sistema CBILL, ne parlo in una mia guida dedicata.
Inserendo il codice IUV dell’avviso, il sistema controllerà se è ancora attivo e mostrerà i dettagli del pagamento. In caso positivo, potrai procedere utilizzando il tuo conto corrente oppure una carta di pagamento abilitata. Questo metodo è particolarmente comodo se hai già familiarità con il tuo servizio di home banking e desideri gestire tutto dallo stesso ambiente.
Pagare in tabaccheria o punto vendita abilitato
Se preferisci effettuare il pagamento in presenza, puoi recarti in una tabaccheria convenzionata che offre servizi di pagamento tramite circuiti come Mooney, Banca 5, Lottomatica o altri partner aderenti al circuito pagoPA. Una volta arrivato in tabaccheria, potrai mostrare il codice QR presente sull’avviso oppure comunicare verbalmente il codice IUV all’operatore.
Se l’avviso è ancora attivo, il terminale della tabaccheria sarà in grado di recuperare i dati del pagamento e generare una ricevuta. Potrai pagare in contanti, con bancomat o carta di credito, a seconda delle opzioni disponibili. È importante conservare la ricevuta, perché costituisce la prova dell’avvenuto pagamento. Anche in questo caso la possibilità di pagare dipenderà dalla validità residua dell’avviso.
Pagare da sportello ATM abilitato
Un’altra possibilità poco conosciuta, ma comunque disponibile, è il pagamento tramite sportello ATM, cioè il bancomat della tua banca. Alcuni istituti mettono a disposizione terminali evoluti che consentono di effettuare pagamenti pagoPA inserendo il codice IUV. Dopo aver inserito la carta e il PIN, puoi accedere alla sezione Pagamenti e selezionare l’opzione dedicata.
Dovrai quindi inserire manualmente il codice dell’avviso o, in alcuni casi, potrai usare un lettore ottico integrato. Se il pagamento è ancora possibile, e quindi c’è validità residua, il terminale ti mostrerà i dettagli e ti guiderà nella conclusione dell’operazione.
Se l’avviso non è più valido
Potrebbe capitare che, nonostante tutti i tentativi, l’avviso pagoPA risulti effettivamente non più valido. In questi casi, il pagamento non è più possibile con il codice originario e occorre necessariamente richiedere un nuovo avviso. Il modo più semplice per farlo è contattare direttamente l’ente creditore, tramite telefono, e-mail o modulo online. Alcuni enti mettono anche a disposizione portali in cui puoi rigenerare l’avviso aggiornato in autonomia.
Una volta ottenuto il nuovo documento, potrai procedere normalmente, utilizzando uno dei metodi illustrati poco sopra.
Sanzioni previste per il pagamento in ritardo di un avviso pagoPA
Se ti stai chiedendo se è prevista una sanzione per il pagamento in ritardo di un avviso pagoPA, la risposta è: dipende dall’ente creditore e dal tipo di servizio. In molti casi, come accade con le tasse universitarie o alcuni tributi comunali, il sistema permette il pagamento anche dopo la scadenza, aggiornando automaticamente l’importo con una piccola mora o interesse.
Non serve rigenerare l’avviso: basta procedere con il codice IUV originale e pagare l’importo aggiornato. Tuttavia, per altre tipologie di avvisi, come le multe stradali o i tributi dell’Agenzia delle Entrate, la scadenza è vincolante. Superato il termine, non solo il pagamento con il vecchio codice non è più possibile, ma potrebbe essere necessario richiedere un nuovo avviso con l’importo maggiorato.
In questi casi, l’eventuale sanzione viene applicata automaticamente dall’ente e comunicata tramite un nuovo documento. Per sapere se nel tuo caso specifico è prevista una sanzione, ti consiglio di verificare lo stato dell’avviso inserendo il codice IUV in uno dei canali di pagamento supportati: se è ancora valido, potrai pagarlo senza problemi.

Autore
Salvatore Aranzulla
Salvatore Aranzulla è il blogger e divulgatore informatico più letto in Italia. Noto per aver scoperto delle vulnerabilità nei siti di Google e Microsoft. Collabora con riviste di informatica e cura la rubrica tecnologica del quotidiano Il Messaggero. È il fondatore di Aranzulla.it, uno dei trenta siti più visitati d'Italia, nel quale risponde con semplicità a migliaia di dubbi di tipo informatico. Ha pubblicato per Mondadori e Mondadori Informatica.